Sessanta anni di Unione europea, convegno su sfide e prospettive


(VUnews) PERUGIA  13 dicembre ‘17 – Rilanciare l’Europa contro i nazionalismi a favore dell’inclusione sociale e della sicurezza. E’ il messaggio che viene lanciato dal convegno  intitolato “Sessanta anni di Unione Europea: sfide e prospettive per l’Europa di oggi e di domani” organizzato stamani, 13 dicembre, da Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e Seu Servizio Europa, in qualità di Centro di Documentazione Europea (CDE), con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea nell’ambito del Progetto di Rete 2017 realizzato dalla Rete italiana dei CDE e con il sostegno della Regione Umbria.

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A portare i saluti istituzionali Alberto Naticchioni, Amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, e Giuseppina Baldassarri, Amministratore Unico del Seu Servizio Europa.

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“L’Europa – ha sottolineato Naticchioni - ha garantito pace e libertà come mai prima nella storia, tuttavia, si registra nell’ultimo periodo una alta disaffezione dei cittadini. E’ importante valorizzare il progetto europeo creando anche occasioni di riflessione e confronto. L’iniziativa organizzata a Villa Umbra in collaborazione con il personale del Seu intende dare un contributo in questa direzione”.

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“Il convegno – ha affermato Baldassarri – organizzato con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea è dedicato ai sessanta anni di Unione Europea. Un anniversario importante non solo dal punto di vista storico ma anche quale occasione per analizzare tematiche particolarmente attuali, tra cui difesa, moneta unica e crescita economica, rilancio del progetto d’integrazione”.

I lavori sono stati aperti da Antonio Bartolini, Assessore regionale Riforme, Innovazione e Agenda Digitale: “L’Europa sta attraversando un momento difficile e si avverte forte la necessità di una svolta. I temi centrali del dibattito attuale attengono alla governance, alle cooperazioni rafforzate in materia di difesa, immigrazione, finanza. Non basta più puntare sulla politica di moneta unica occorre sviluppare e valorizzare una politica di coesione che sappia rispondere alle sfide contemporanee”.

I lavori sono stati coordinati da Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e Caporedattore de La Nazione Umbria.

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Sono intervenuti: Padre Benedetto Nivakoff, Priore del Monastero di San Benedetto di Norcia che ha svolto una prolusione sulle radici culturali e religiose dell’Europa; Guido Montani, Professore di Economia politica internazionale, Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pavia già Segretario Generale e Presidente del Movimento Federalista Europeo ed autore di numerosi studi e ricerche sul tema dell’integrazione economica sul tema del Mercato interno ed Unione Economica e Monetaria quali beni pubblici europei; Alessandro D’Alfonso, funzionario del Parlamento europeo esperto nel settore delle questioni di bilancio, attualmente EU Fellow presso il Robert Schuman Centre for Advanced Studies dove svolge una ricerca in materia di riforme delle finanze europee; Jean Pierre Darnis, Responsabile del programma “Sicurezza, difesa, spazio” dell’Istituto Affari Internazionali e professore associato all’Università di Nizza Sophia-Antipolis dove dirige il master in “Lingue e Affari internazionali” che ha analizzato le prospettive che interessano lo sviluppo di una difesa comune europea alla luce anche della recente firma del protocollo che istituisce una cooperazione rafforzata in questo settore; Annelies Pauwels, Associate Analyst, dell’European Union Institute for Security Studies di Parigi, dove svolge attività di ricerca in materia di dimensione esterna della giustizia e degli affari interni dell’UE con particolare attenzione alle tematiche relative all’antiterrorismo, al contrasto alla radicalizzazione e alla migrazione; Carlo Curti Gialdino, Ordinario di Diritto ed Istituzioni dell’Unione europea dell’Università La Sapienza che, oltre all’attività di ricerca ed insegnamento svolta in diversi Atenei e altri Enti di studio e ricerca scientifica, ha svolto attività lavorativa in istituzioni internazionali, sopranazionali e nazionali. La sua relazione si è concentrata sul rischio delle spinte centrifughe in Europa e i primi segnali concreti degli effetti della Brexit sulle opinioni pubbliche europee.

Il convegno, rivolto alle Amministrazioni, Università, Centri di Ricerca, associazioni, Sindacati, Camere di Commercio, agenzie di sviluppo, ha visto intervenire anche gli studenti degli Istituti scolastici superiori di Perugia.

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Chiara Ceccarelli

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